Un osteria fuori dal mondo

L’episodio narrato in questo post risale a una ventina di anni fa, e mi è tornato in mente domenica sera quando con i miei Compagni di Merende ci siamo messi a ricordare tutte le nostre gloriose scorribande motociclistiche.
Impossibile non rendervi partecipi anche se ne sconsiglio la lettura ai deboli di stomaco, ai facilmente impressionabili o comunque a chi ha scarso senso dell’umorismo. :D

Avevamo scoperto quasi per caso questa vecchia osteria sita in un paesino della bassa lodigiana, che aveva un non so che di particolare e sicuramente caratteristico.
Ci eravamo fermati un pomeriggio per una sosta strategica ed eravamo rimasti colpiti dallo stabile tutto in pietra a vista, con i soffitti a vela e dei curiosi anelli appesi alle pareti, oltre ad alcune finestrelle strategiche che si aprivano improvvisamente dall’apparente uniformità delle pareti rivestite di perline.
Il bancone e l’espositore delle bottiglie oltre a una grossa credenza con vetrina, erano dei pregiatissimi pezzi d’antiquariato e pure i liquori esposti non scherzavano, mi sa che pure la polvere depositata sopra era d’annata.
A gestire questo locale una coppia di anziani fratelli gemelli: Gina e Carlo.
Lei sembrava uscita da un cartone animato: indossava sempre le solite babbucce da letto in lana una volta turchese, pantaloni più maglioncino e l’immancabile mantellina fatta all’uncinetto; grossi occhiali dalle lenti spesse che le facevano sembrare gli occhi ancor più grandi, e aveva i capelli tinti di un marrone indescrivibile.
Lui piccoletto e magrolino, inseparabile dal proprio cappellino era sempre affaccendato fra il locale (addetto alla cucina), la manutenzione dello stabile e i suoi amatissimi cani da caccia che ogni tanto facevano un blitz nel locale giusto per vedere se potevano puntare qualcosa in caduta libera dal piatto degli avventori.
Entrambi sempre sorridenti parlavano un dialetto lodigiano strettissimo e avendo pure la voce flebile inizialmente era un pò problematico intenderci.
Ma si sa che quando c’è da mangiare e bere, quello è un linguaggio universale e dove non arriva la favella, basta la gestualità. :)
Dunque dopo quella prima visita casuale, colpiti dalla bontà degli affettati e del vino rigorosamente provenienti da artigiani piacentini, e visto che ci era piaciuto quel contesto così ruspante e obsoleto per noi giovani di città, ogni tanto con o senza moto ci si organizzava per qualche merenda estemporanea su da loro, al punto che eravamo diventati ‘di famiglia’ e ad ogni salita ci veniva rivelato un tassello dell’incredibile puzzle che era quell’affascinante e misterioso stabile risalente al 1300.
Scoprimmo così che a quei tempi la zona era interamente sommersa dalle acque di un lago e gli anelli alle pareti visti nel bar servivano ad assicurare i cavalli, mentre nel sotterraneo gli stessi anelli che pendevano dai soffitti erano l’ormeggio per le imbarcazioni: quell’edificio era un ex dogana merci e il valore dello stabile secondo la Sovrintendenza alle Belle Arti era stimato attorno al miliardo delle vecchie lire.
Com’era caratteristico il posto e lo erano i gestori, ovvio che anche gli avventori non potevano essere da meno, e infatti nel giro di poche visite abbiamo totalizzato una raccolta di personaggi bizzarri che manco la fantasia di Lewis Carroll, e la sapiente regia di Ermanno Olmi e Federico Fellini messi insieme avrebbero potuto fare di meglio.
Intanto vi dico che durante una mia puntata in cortile per raggiungere la toilette ho visto un manzo con due code (e non avevo bevuto, era nato così), e poi…beh il resto al prossimo post ;)

47 thoughts on “Un osteria fuori dal mondo

  1. ma … ma… ma…? ma scusa mi ero preparata alle schifezzerie disgustevoli e… mi lasci così??? :(

    cmq complimenti per la tua capacità di descrivere persone e luoghi.
    Io sono tipa che sulle descrizioni si annoia non poco… invece tu mi hai rapita (o forse leggevo con attenzione nell’attesa della schifidoseria???!!)

    • Ma ciao Sòcia, sono stata costretta a frazionare il post a spicchi altrimenti veniva una cosa troppo lunga e non vi voglio assolutamente annoiare visto che il contesto richiede non una spartana narrazione, bensì minuziosa descrizione del luogo, personaggi e situazioni. Sono felice di essere riuscita a calamitare la tua attenzione, per quanto mi è possibile vorrei che questo post risultasse in ’3D’ così da darvi l’impressione di essere lì con noi e godere la scena da ‘dentro’.
      Sto già lavorando al prosieguo. Coming soon ;)

      • di la verità che te la tiri un pò….:)
        cmq meglio a puntate

  2. due code? insolito, però non credo gli abbiano dato molto fastidio..almeno lo spero per il manzo

    • Sì, sì l’attaccatura della coda era normale e poi partiva in due appendici separate con tanto di pennacchietto finale. Sicuramente non gli avrà dato fastidio, anzi…presumo che con due code avrà cacciato meglio le mosche.
      Comunque a me aveva fatto un certo effetto, ancor più del gatto indemoniato che mi aveva fatto l’agguato saltandomi sulla schiena mentre stavo accucciata sulla turca :D

  3. piacere di ritrovarti tutto ok sono curioso di sapere il resto buona serata ciao nazzareno

    • Ciao Naz qui tutto ok, che piacere ritrovarti!
      Stay tuned che presto giungerà il prosieguo allora e poi passerò a ricambiare la visita nella tua nuova casina. :)
      Buona giornata!

  4. Dai, ho già capito che ci vuoi far sospirare la seconda parte….;)

    • Sister, da quando sono approdata defintivamente qui ho deciso di evitare i post chilometrici e visto che la vicenda è articolata, mi piace quest’idea delle ‘pillole’.
      Come dici sempre tu: Stay Tuned ;)
      Smackkkk!!!

  5. beh … per fortuna di mamma mucca, non è nato con due teste!!! ;-)
    aspettiamo le schifezze … ops … il resto!! :-)
    PS: quando hai parlato di cani e di schifezze … ho subito pensato che usassero la lingua dei cani al posto della lavastoviglie … per fortuna, mi sbagliavo … almeno spero! :-)

    • Ahahahah povera mamma mucca, se fosse nato con due teste sarebbe davvero stato un guaio sia per lei che per il buon Carlo che si sarebbe trovato con due bocche in più da sfamare. Fra l’altro il manzo in questione era bello polposo, fra stracotti, hamburger e bistecche c’era da sbizzarrirsi e volendo: 2 code alla vaccinara! :D
      Ahahahah allora un tantino sensitiva lo sei, perchè fra le varie caratteristiche del locale c’era pure un passaggio dei setter dalla cucina per la prima pulitura delle pentole, poi il lavaggio veniva effettuato rigorosamente a mano e anche lì ce n’è da dire! :D
      Ma le schifoserie sono altre, e inimmaginabili per la mente umana… ;)

  6. Beh, che dire di questo blog?
    E’ splendido come la sua creatrice…
    Mi piacerebbe tanto riuscire a fare un lavoretto del genere, ma è solo pura utopia….
    Complimenti davvero, amica mia…
    Ti abbraccio forte e dai un bacio alla piccola Barbara da parte mia…

    • Ma ciao cara, non è detto che tu non ci riesca bisogna solo impegnarsi un pochino, appena ho due minuti ti mando ancora un pò di dritte che in quattro e quattr’otto ti rivoluzioneranno casa.
      Io sono sempre stata per lo smanettamento selvaggio, ma credimi i consigli degli Amici estrapolati qua e là sono più efficaci di ogni qualsiasi manuale d’istruzioni.
      Ti abbraccio forte anch’io, a presto!!!

  7. ….sempre la solita….che rabbia che mi fai quando fai le cose a puntate…..hahahahaha tanto prevedo già, conoscendoti, che sarà una specie di casa degli orrori, hahahahaha al seguito cara Sonja, un abbraccio!

    • Tesora, ho materiale per scrivere pagine e pagine e dunque per non tediarvi ho pensato bene di pubblicare a pizzichi e mozzichi. ;)
      Fra orrori e siparietti credimi, ci sarà davvero da ridere :D
      Un abbraccio, cara e buona giornata!

  8. sono particolarmente sensibile non vorrei svegliarmi con gli incubi ma sono così tanto curiosa…..aspetto il seguito ciao sò

    • Se hai resistito all’immagine del manzo a due code e reggerai alle descrizioni di alcuni degli avventori, allora sei già a cavallo ;)
      Per lo stomaco…non garantisco :)
      Un abbraccio e buona giornata.

  9. I’m staying tuned…… e come non potrei con un inizio del genere? ;)
    Saluti. Silé

    • Eheheh ciao Silé, mi conosci e sai già che quando parto col botto poi non mi fermo più ;)
      Sto già lavorando al prosieguo sulla ‘fauna’ oops, varia umanità degli avventori.
      A occhio e croce calcolando che domani sera parto per una fuga romantica con il mio Principe, penso che pubblicherò lunedì o al massimo martedì.
      Stay tuned, smack!!! ;)

  10. …a me è venuta voglia di andarci di persona…ma soprattutto in moto :O) sono curiosa voglio conoscere il resto…assaggerei volentieri qualcosa vista la fame che “già” si è impossessata del mio “pancino” eh eh

    BUON GIORNO e un sorriso :O)

    Giovanna

    • Ciao cara, in un impeto di nostalgia ci sono passata stasera rientrando da un appuntamento di lavoro a Piacenza e mi è venuta una stretta al cuore, perchè è tutto chiuso e all’abbandono a quanto pare già da qualche anno.
      Del resto come ho specificato all’inizio, il post si riferisce a esperienze vissute 20 anni fa e Gina e Carlo all’epoca avevano già passato quota 70 anni quindi…si spiega da sè.
      Saziata poi la famina? :) Oggi ho mangiato un ottimo spaghetto allo scoglio, bello piccante come piace a me e stasera penso che ripiegherò su di una pizza, non ho voglia di sfaccendare.
      Buona serata e un sorriso. Sempre! :)

  11. Sò, guarda che il manager è approdato su Wp facendo la voce grossa nei miei commenti ;) Io dico che gli brucia….;)

    • Sister, penso abbia mandato anche a te il messaggio a reti unificate sul fatto che ci manda i lupi.
      Gli ho risposto che qui per loro non c’è trippa allora me l’ha girata sul fatto che lui si mangiava il ‘Sarazzu’ fatto dal contadino alla faccia mia, perchè sa che ne sono ghiottissima e ne è seguita una diatriba in quanto quel formaggio sta pure nel mio frigo visto che me l’ha procurato mio frè salito appositamente a Rezzoaglio per fare la spesona al caseificio.
      Non solo gli brucia, non riesce più manco a sedersiiii!!! ;)

  12. io aspetto la prossima puntata….. tanto adesso mi sa che ti è ripresa la voglia di scrivere… quindi non dovremo aspettare troppo….
    ciao…

    • Eheheh dici bene cara Roby, la casina nuova mi ispira assai, ma fino a lunedì o martedì mantengo la suspance.
      Semplicemente perchè domani sera parto per il week end, altrimenti era un fuoco di fila di puntate. ;)
      Smack!!!

  13. Weeee superSònica mentre te vedi due o tre code io mi mangio un buon SARAZZU e ci bevo un buon gutturnio e ti saluto. Salutami sua maestà LA TUA SISTER (carina la nuova foto….mi suggerisce VECCHIO CAPPELLO).

    • Sòcio per tua informazione sono già a casa: lavata e pigiamata e pure io c’ho il Sarazzu firmato Caseificio Val D’Aveto oltre a una bottiglia di ‘Amarone’ che mi invoca di stapparla.
      Tzé.
      E la strada per complimentarti con la mia Sister già la conosci indi per cui provvedi autonomamente vedi di non fare il pigro, e trasferisciti: ‘sto Wp aspetta teeeeee’ ;)

  14. Ma fino alla prossima settimana dobbiamo aspettare????
    eh nooooooo….cribbio.
    Non aggiungo altro, ripeterei quanto detto dagli amici prima di me!!!
    ciao!

    • Ahahahahah prometto solennemente che non vi deluderò, c’è un sacco di carne al fuoco in quanto quel locale era una miniera di aneddoti bizzarri ;)
      Ps: il ‘cribbio’ in questo contesto mi è piaciuto ;)
      Buona serata, cara!
      E bentornata!!!

  15. Marco, noooo io che me la tiro?
    Non è da me :)
    E’ solo che sarebbe uscito un post chilometrico e da quando sono approdata qui su Wp ho giurato a me stessa che avrei ridotto al minimo la quantità di parole profuse in ogni intervento.
    Quindi un saggio frazionamento ci sta tutto. :)

  16. BELIN QUANTE MUSSE CHE RACCONTI!

    • Mister SIMPATIA, ti informo che ieri pomeriggio alle ore 15,17 precise, sotto una pioggia torrenziale io e il mio Principe entravamo nello spaccio del Caseificio della Val d’Aveto e ho comprato:
      San Stè giovane
      Mezza caciottina tenera
      Sarazzu
      Prescinsöa
      Ricotta
      E stasera mi sono preparata il mio bel piatto di formaggi con accompagnamento di miele, confetture, noci, uva e un bel calice di ‘Umore Nero’.
      E per la cronaca, LA PIOGGIA TE L’HO MANDATA IO! ;)
      A buon intenditor….

  17. Ciao!
    Eccomi finalmente!
    Ho anche letto diversi post prima di questo e con quello dell’esibizione canora…stavo per cadere dalla sedia per le risate!
    Tornerò sicuramente, perché quell’edificio li…MI INTRIGA!
    Adesso voglio sapere tutto!
    A presto.
    Kali

    • Ma ciao Kali, ben arrivata!!!
      Sono felice di averti regalato più di un momento di buon umore e ancor di più del sapere che ti trovi a tuo agio nel mio mondo:
      mi casa es tu casa. :)
      Per qualsiasi curiosità riguardo all’edificio (l’osteria o il ‘mio’ hotel Angst? :) ) sarò lieta di darti le dritte in mio possesso.
      E intanto…benvenuta!!!
      A presto!

      • Si, si, l’Osteria (come edificio del trecento, molto intrigante) e i fantastici racconti.
        Mi metto comoda e aspetto il seguito.

  18. e….e allora???? e io che credevo che oggi ci fosse il seguito! dai, dai…
    Intanto i gestori sembrano usciti dal mondo delle fiabe e questo mi piace e anche la mucca a due code mi sta simpatica. :-)
    A rileggerti, quindi.

    • Ciao cara, sono rientrata stamattina a ‘scottadito’ da un romantico week end nel quale non ho messo le dita su tastiere o palmari e nemmeno telecomandi tv, quindi mi sono trovata con un gap pauroso di aggiornamenti da onorare e ora che li ho colmati mi posso dedicare al prosieguo della stesura della seconda parte del post che è dedicata agli avventori bizzarri e pittoreschi che si alternavano a quei tavoli.
      Manca poco ;)
      Il manzo a due code inizialmente l’avevo trovato inquietante, ma poi presa confidenza me l’ero fatto amico e non perdevo l’occasione per portargli una manciatina di erbetta e fiorellini teneri che mangiava dalla mia mano con una delicatezza incredibile. :)
      A presto, cara :)

  19. Se passi da queste parti allora andremo a caccia del fantomatico vitello con due teste.

    • Pronta, anzi prontissima!
      A me le ricerche impossibili intrigano non poco :)

  20. Adesso mi aspetto la scoperta nei sotterranei del locale, di un laboratorio degli orrori, con i due gestori intenti a fare orridi esperimenti di biologia.

    • Ahahahahah caro Alex, nulla di così agghiacciante però….ne leggerai delle belle :)

  21. Ho letto solo ora le esternazioni del manager…..sì sì, gli brucia eccome ;)
    Ed infatti hai visto poi che è approdato…???? ;)
    Io invece gli ho mandato i lupi :)

    • E brava la mia Sister, fra pioggia e lupi l’abbiamo sistemato a dovere.
      Direi che come incipit fra la scelta del layout e l’inserimento del player se la sta cavando discretamente bene.
      Adesso finisco il post prosieguo da pubblicare e poi vado a lasciargli la mia zampata ;)

  22. Ciao Sò, io ho fatto alla rovescia, ho già letto la seconda parte.
    Come qualcuno ha già osservato ci si aspettavano descrizioni impressionanti, invece le hai solo preannunciate e poi ti sei tenuta soft.
    Ma è sempre bello leggerti, anche se mi domando: ma dove hai vissuto tu la tua vita…Genova, Germania e bassa lodogiana, mica sarai stata anche nel Veneto?
    Baci e grazie per la piacevolezza dei tuoi racconti!

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