Fin qui devo dire che stiamo mangiando bene, il pane fatto in casa è delizioso, la saletta dove siamo sistemate, inizia a popolarsi e in meno che non si dica siamo circondate da habitués, che vengono salutati con ampi sorrisi dal patron, e a me ‘sta cosa come potete immaginare, imbestialisce non poco. Chi siamo noi per meritare ‘sto trattamento rasente l’indifferenza? Avremmo potuto diventare potenziali clienti fisse, no? Possibile che l’idea non gli passi manco per un attimo, nel suo testone ipertricotico?
Finiamo l’antipasto condiviso con Bab che ha sforchettato allegramente saltabeccando da un piatto all’altro, e nel frattempo vedo che i vicini alla nostra sinistra, hanno ordinato gran parte del menu lanciandosi nell’abbinamento di alcuni vini dalla gradazione ardita.Immagino che poi a fine pasto s’accamperanno per smaltire i fumi dell’alcool, non vorrei averli dietro in ‘processione’ quando ce ne torneremo a valle.E qui il patron fa il saputone sciorinando le sue conoscenze enologiche, con una simpatia che gli farebbe guadagnare una sediata sulla schiena. Il tavolo dietro di noi invece, è composto da un padre (separato) con figlio in affido domenicale, il quale annoiato abbandona il suo camioncino giocattolo, solo quando giungono le portate in tavola, e poi torna ad insidiare gli ippopotami, da me citati in precedenza.Premetto che l’uomo mi è stato simpatico, fino a quando non si è messo a parlare del Genoa con il proprietario che scodinzoloso stava già lì con il suo vino preferito, e due terrine di formaggio e pere. Ogni tanto spunta qualche invitato dal salone delle feste, che va a farsi una fumatina fuori, io mi schiaffeggio le mani per non continuare a spiluzzicare pane ed attendo che qualcuno si ricordi che l’appetito non ci manca e stiamo aspettando primi e secondo, sempre se quel secondo arriverà. Ma….sto sognando, o è la fame che mi sta giocando un tiro dei suoi? Vedo arrivare dalla cucina una forma di Parmigiano fumante, che sfila sul carrello spinto dal patron e si ferma proprio all’ingresso della sala del festeggiato. Ah, ci sono! Quella è la specialità della casa, servita in modo piuttosto scenografico: trattasi dei taglierini al doppio burro di malga, mantecati nella forma del prelibato Reggiano, con profumo di tartufo e timo. Dico profumo di tartufo, perchè del tubero ci stava solo l’olio per non dire il pensiero, e ciò giustifica il prezzo modico della portata. Fatto sta che prima vengono serviti tutti i commensali di là, e poi (finalmente) si ricordano di noi, nel frattempo la Pina si è già vista portare l’orata alla ligure, e la cosa mi tranquillizza. Me ne rimango lì con la forchetta a mezz’aria, aspettando il giudizio critico di mia madre che sta assaggiando il pesce cotto al forno, condito con olive, pomodorini e capperi: Il suo :”Mhhhh, che buono”, mi sdogana finalmente dal monitorare le sue reazioni e mi butto sui taglierini che sono buoni e abbondanti. Mia figlia li spazzola in un batter d’occhio, e poi incurante delle regole del bon ton, si fa scarpetta, mocassino e pure stivale, ripulendo il piano a specchio con dei grossi bocconi di pane. Forse è l’unica volta che vedo il patron accennare un sorriso al nostro tavolo, mentre ritira il piatto che sembra uscito dalla lavastoviglie.
“Allora Pina, è buona l’oratina?”
“Sì, sì…freschissima e fatta bene, senza tanti fronzoli e splendidamente sfilettata.”
Mi offre un assaggio, ma rifiuto, perchè il mio palato sta ancora elaborando quel buon sapore di latte di mucca all’alpeggio, di prati verdi e l’aroma del timo, che adoro. Adesso mi spuntano le treccine e poi vado fuori a fare una corsetta come Heidi, incurante che dopo la ringhiera, ci sta lo strapiombo.
Le due coppie del tavolo alla nostra sinistra, hanno ordinato il filetto di angus cotto nel fieno, e mia madre non può esimarsi dal curiosare, attirata dal fagottone di carta forno che una volta aperto dalla commensale più alla sua portata, rilascia una nuvola di vapore aromatizzato alle erbe e fiori di montagna. Vedo poi la sua faccia schifata mentre osserva la tipa che scansa il fieno con le posate dalla carne, e la battuta critica non tarda ad arrivare:
“Ah no, sarà anche buono, ma il pensiero che la carne è stata cotta al contatto con il fieno, mi fa specie, non sono un ruminante, se la mangino loro.”
Ed io: “Ma scusa, mica è letame, è semplice fieno, sono erbe commestibili e mica te lo devi mangiare!”
Al suo diniego schifato non replico, faccio per alzarmi un momento a sgranchirmi le gambe, ed ecco che vedo transitare l’ennesimo carrello che trasporta un arrostone gigante, ma stavolta a spingerlo non ci sta il patron, bensì LUI, Y.R., il ‘cuoco puffo’ come l’aveva battezzato la Clerici!!! Carinissimo nella sua divisa nera dai bottoni dorati, con cappello e grembiule rosso, madò che emozione, mi scappa un applauso concitato e istintivo che viene seguito a ruota dai presenti qui nella saletta, e in seguito dal gruppo festaiolo del salone. E non so come, mi esce spontaneo un urlo da groupie, manco avessi visto Mick Jagger: “Grande Y.!!!” e lui rivolgendosi proprio a me con un grandissimo sorriso:
“Il tempo di servire gli arrosti, e sono da voi!”
Cioè…da noi…noi?
Cioè…io la Pina e Bab?
Non ci posso credere!!!!
E Bab: “Mami, avevi pianificato tutto, sei mitica!!!”
Io annuisco alzando una cresta che al confronto il gallo cedrone si dovrebbe andare a nascondere, certo certo…ho pianificato tutto, come no….(ma dove???)
Inizio a tuccugnarmi nervosamente i capelli e tutta la mia parlantina e disinvoltura, vanno a farsi un giro…
E mo’ che gli dico, quando viene qui?
La mia ansia incalzante quanto un crescendo rossiniano, mi porta a tralasciare l’elemento potenzialmente pericoloso che siede alla mia sinistra qui al tavolo: mamma Pina e la sua disarmante spontaneità. Di conseguenza sono così presa nell’elaborare qualcosa di sensato e possibilmente non banale per complimentarmi con lo chef, che ignoro la presenza della mia mina vagante e ordino due ‘cioccopera’, perchè il dolce specialità del locale, è andato esaurito. E te pareva?
(2- Continua…)
Oddio… Non oso immaginare cosa possa aver combinato tua madre… Ma così ci fai morire d’ansia nell’attesa della prossima puntata!
hahahahaha….aspettiamo il seguito, ci fai stare in ansia……
certo tua madre e’una mina vagante…. :-/
Ma sai ti ci vedo a saltellare con le treccine alla Heidi, con le caprette che ti faccio ciao!
Insomma alla mensa di Fantozzi tutto sommato si mangia bene. Mo’ con il grande Puffo, come te la cavi?
Allora sto facendo il casting per la finction, e stilando la lista dei personaggi ed interpreti:
Il grande Puffo lo fa Beppe FIorello
Bisogna trovare gli interpreti per te, tua madre, tua figlia, l’avventore che è l’unico che alla fine della finction deve morire perchè è antipatico etc. etc.
Per te chi chiamiamo? Numble .. Numble
In tutte le rappresentazioni dalla sceneggiata napoletana alla finction, ricordati c’è sempre isso (lui) essa (lei) e ‘o malamente (il cattivo), quindi dobbiamo un pò caratterizzare i personaggi. “Isso” è il grande Puffo, “essa” sei ovviamente tu ci manca “o malamente” a sorpresa
Attendo con ansia il finale
Ciao e alla prossima puntata. Spero di vederti prima! Un abbraccio a Bab e, naturalmente, a te.
Immagino che le innocenti battute della Pina siano simili a quelle di Terri e già rido
Suspence…
Resto sintonizzata per il seguito!!
Ps: dimmi la verità cara Heidi: per caso hai visti i monti sorriderti e le carpette farti ciao??? Perché, se così fosse … Non nutrirei dubbi sul gusto “stupefacente” di quelle portate!!
Roba da prendere in prestito una museruola dalle mucche all’alpeggio per imbavagliare meglio la Pina, oppure cacciarle in bocca il tovagliolo e farla passare per afflitta da mal di denti…
Forse meglio di tutto delegare la Bab a parlare per tutte voi, che troverebbe le parole più giuste e spontanee, sarebbe un pensiero di meno per te!
Confermo che è sempre un gran piacere leggerti, hai un’ironia imbattibile e la sai esprimere in maniera unica, penso proprio che lo scrivere per te potrebbe essere ben di più che questi post, che comunque divertono i tuoi amici, se vuoi hai un mestiere!!!
Un grande abbraccio carissima Sò, che possa essere una felice settimana!
Un avventura in piena regola questo pranzo!
Evviva, con che piacere torno a rileggere le epiche puntate della Sonja!!!!!
))))
Attendo con trepidazione la prossima puntata, nel frattempo mando un super bacione a te, a Bab e alla Pina
Non posso fare a meno di immaginarmi la tua faccia e, naturalmente, quella di Bab….
Quanto a nonna Pina, non oso neppure immaginare la figuraccia che ti avrà fatto fare!!!!!!
Forza, su….
Raccontaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!
Non ci puoi lasciare così sulle spine…..
Un bacio enorme a tutte e tre….
Ciao ti prego gentilmente di partecipare per la solidarietà a dare i auguri natalizie a Survival http://pif64rebecca.wordpress.com/2011/12/16/solidarieta-un-buon-natale-a-survival/ ti ringrazio di cuore Pif
fin adesso tutto bene poi? Ciao ragazza un abbraccione cumulativo a voi.
ma Bab continua ad uscire insieme a voi??
Auguri infiniti con una carica di simpatia e affetto a te Bab Pina e chi vuoi tu ciao